Assedio e guai. La caduta dell’impero romanesco di Meloni (ilfoglio.it)
Doveva essere un “sì”, è diventato un “no”, si è trasformato in un “flop”, si poteva tradurre in un “Bis” ma è diventato un “Boh”. Il governo Meloni, un mese dopo il trionfo del “no”, si è ritrovato di fronte a una scelta difficile. Sintesi estrema: che fare? Darsi da fare per andare al voto o provare velocemente a immaginare una forma di Meloni Bis? Un mese passa via veloce, le sconfitte passano più lentamente, ma in questo arco di tempo il tentativo di cancellare il “sì” non si è tradotto né in un voto immediato né in un rilancio istantaneo. E le tracce lasciate sul terreno di gioco nelle ultime settimane dalla maggioranza rendono l’esecutivo sempre meno simile a un “Meloni Bis” e sempre più simile, per l’appunto, a un “Meloni Boh”. Non è un gioco di parole. Ma è la fotografia di un assedio, a volte reale, a volte solo percepito, al centro del quale c’è un’immagine che aiuta a restituire al lettore l’effetto esatto del “Meloni Boh”: lo sgretolamento. O se volete: la caduta dell’impero romanesco.
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Per lei non c'è un punto di ritorno.
Alla grande vittoria del NO doveva liberarsi immediatamente di tutte quelle persone che l'accompagnano molto malamente in più consigliandola.
Non lo ha fatto per non rimanere da Sola.
Oggi è Sola
E' come dice un preistorico detto: sta vedendo i guai del lino(tessuto)
E la Barca non torno più nemmeno Sola.
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